fbpx

L’addio a Franco Battiato: il mondo della musica in lutto

L’addio a Franco Battiato: il mondo della musica in lutto

addio Franco Battiato

Si è spento questa mattina il Maestro Franco Battiato, a 76 anni nella sua casa a Milo, in provincia di Catania. Il vuoto della sua mancanza verrà colmato dalla potenza della sua musica per sempre: quasi 50 anni di sperimentazione musicale ed avanguardia.

Risale al 2019 l’ultimo album Torneremo ancora (2019), seguito da un silenzio a casa della sua malattia che lo aveva costretto a ritirarsi. Per molti rimarrà un “Centro di gravità permanente”, come recita uno dei suoi brani più famosi, e la sua morte lascia un vuoto incolmabile nella musica italiana a cui ha regalato brani indimenticabili come “La cura”, “Voglio vederti danzare” o “Bandiera Bianca”.

Gli esordi

Tutto inizia durante gli anni ’60 a Milano. Infatti, qui l’artista si trasferisce dalla Sicilia nel 1964.
Milano allora era una città di nebbia, e mi sono trovato benissimo. Mettevo a frutto la mia poca conoscenza della chitarra in un cabaret, il “Club 64”, dove c’erano Paolo Poli, Enzo Jannacci, Lino Toffolo, Renato Pozzetto e Bruno Lauzi. Io aprivo lo spettacolo con due o tre canzoni siciliane: musica pseudobarocca, fintoetnica. Nel pubblico c’era Giorgio Gaber che mi disse: “Vienimi a trovare”. Il giorno dopo andai. Diventammo amici“.
Il rapporto di amicizia con Gaber farà nascere anche la sua carriera: dal suo primo contratto discografico e, insieme a Caterina Caselli, (i due conducevano il programma “Diamoci del tu”) nel 1967, la sua prima apparizione televisiva.
Gaber gli consigliò anche di cambiare nome da Francesco a Franco per non essere confuso con Guccini, anche lui presente in quella trasmissione. “Da quel giorno in poi tutti mi chiamarono Franco persino mia madre”.

I più grandi successi

Seguono gli anni “pop”, quelli del decennio degli anni ’80.
Nel 1979, ingaggiato dalla Emi, Battiato incide l’album che segna il suo passaggio musicale, “L’Era del Cinghiale Bianco”, dove sono presenti vari riferimenti all’esoterismo.

Nel 1980 esce “Patriots”, da cui estrae la canzone “Prospettiva Nevskij”, ma il vero e proprio successo commerciale arriva l’anno seguente con l’album “La voce del padrone”, grazie ai brani “Cuccurucucù”, “Bandiera bianca” e “Centro di gravità permanente”, brani ricchi di citazioni. Quest’ultimo pezzo in particolar modo si ispirava alle teorie del filosofo Georges Ivanovič Gurdjieff che cambieranno radicalmente la vita di Battiato.

I funerali avverranno in forma privata: era nato a Jonia il 23 marzo del 1945 ed era malato da tempo. Ha spaziato tra una grande quantità di generi, dalla musica pop a quella colta, raggiungendo una grande popolarità.

logo cool in milan
Approfondisci
Condividi articolo
CoolinMilan
Iscriviti alla nostra Newsletter
Scarica l' App

VEDI ANCHE: