Il Consiglio comunale di Milano chiede di legalizzare l’uso della cannabis e si rivolge al governo affinché approvi un disegno di legge al riguardo.
Infatti, l’aula di Palazzo Marino ha approvato l’ordine del giorno promosso dal capogruppo del Pd, Filippo Barberis, condiviso da gran parte della maggioranza di centrosinistra.
La decisione è arrivata in seguito ad una seduta molto accesa, in cui la Lega e la maggioranza si sono confrontati in modo acceso.
L’ordine del giorno prevede che il sindaco Beppe Sala e la sua Giunta si adoperino con il Parlamento per sostenere l’approvazione di una legge sulla legalizzazione della produzione e del consumo della marijuana e dei suoi derivati.
La legalizzazione della cannabis
Una conseguenza alla decisione dell’Oms di rimuovere la cannabis dalla tabella IV della Convenzione unica sugli stupefacenti del 1961, che contiene le sostanze “particolarmente dannose e di valore medico o terapeutico estremamente ridotto” e l’inserimento di determinate preparazioni farmaceutiche a base di cannabis nella tabella III della stessa convenzione che elenca le sostanze con valore terapeutico e con basso rischio di abuso.
Inoltre, ricordiamo che l’Italia ha legalizzato l’uso di cannabinoidi per finalità mediche nel 2007 e dal 2014 ci sono diversi progetti pilota per la produzione di cannabis in territorio nazionale.

Legalizzazione cannabis
Cannabis legale: conseguenze
Questa legalizzazione contribuirebbe una crescita del PIL e un incremento delle entrate pubbliche.
È risaputo che l’approvazione di questa legge porterebbe allo scoperto alcuni comportamenti particolarmente diffusi nella popolazione italiana dall’illegalità, altre all’annullamento dell’effetto “ribellione”.
Come dimostrano i dati dei Paesi in cui la legalizzazione è già presente,
spesso si giunge addirittura ad una riduzione del consumo di cannabis trai più giovani.
In più, legalizzando la produzione di cannabis, si renderebbero disponibili le materie prime necessarie alla produzione di medicinali a base di cannabinoidi. In questo modo non servirà più ricorrere all’importazione dall’estero, come viene fatto attualmente.










