Amici di Cool In Milan, questa sarà una settimana di tensione per Palazzo Marino.
Dopo la manifestazione di lunedì contro il traffico, sono state inviate diverse richieste per l’inserimento della “Domenica a piedi” a Milano.
Ecco tutte le informazioni.
La manifestazione contro il traffico a Milano
Ripercorriamo i fatti: lunedì mattina, davanti a Palazzo Marino ha avuto luogo una manifestazione che ha coinvolto più di 600 persone.
Gli argomenti trattati riguardavano, da una parte, una maggiore sicurezza in ambito viabilità urbana, mentre dall’altra, si richiedeva un maggiore interesse verso le tematiche ambientali.
Il motivo scatenante di questa protesta è quindi l’eccessivo traffico di Milano, un problema che negli ultimi anni ha causato non solo un aumento degli elementi inquinanti nell’aria, ma anche diversi incidenti (alcuni mortali) dovuti alla mancanza di sicurezza per veicoli non a motore.
A testimonianza della pericolosità legata all’uso della bicicletta a Milano, hanno preso parola diversi cittadini, l’associazione “Mobilità dolce” e Beatrice Macrì, la quale ha sofferto in prima persona questi rischi durante una pedalata su ponte della Ghisolfa, poco più di due anni fa.
Le richieste sono chiare: una città maggiormente a misura di bici e maggiori restrizioni per i veicoli, soprattutto in ambito limiti di velocità.
La domenica a piedi a Milano
Tra le proposte consegnate al Comune, oltre l’inserimento di più zone 30, troviamo infatti La “Domenica a Piedi”, una giornata a cadenza mensile in cui, salvo eccezioni, viene imposta alle auto una limitazione alla circolazione. Un modo per permettere ai cittadini di pedalare in sicurezza per la nostra città.
Questa proposta avrebbe anche effetti positivi sull’ambiente, dal momento che, secondo i dati riportati da “Cittadini Per l’Aria”, il tasso di inquinamento aereo nel milanese avrebbe raggiunto livelli di tossicità ben oltre il respirabile.
A supporto di questa testimonianza, durante la manifestazione di lunedì 17 aprile, è stata posta all’attenzione del Comune e di tutti i presenti una lettera firmata da più di 14.000 pediatri, in cui si richiede un immediato intervento sulla questione, in nome della salvaguardia dei bambini.










