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Milano si prepara ad accogliere i profughi ucraini in fuga dalla guerra

Milano si prepara ad accogliere i profughi ucraini in fuga dalla guerra

Milano si prepara ad accogliere i profughi ucraini in fuga dalla guerra - Ansa

Donne e persone fragili. Sono loro i primi profughi dall’Ucraina, il cui arrivo è atteso per oggi.

Intanto, a Bergamo la prima famiglia di sei persone è atterrata a Orio ed è stata ospitata al monastero Matris Domini delle suore di clausura.

Ieri, in Prefettura a Milano, si è svolto un incontro per l’accoglienza dei profughi ucraini presieduto dal prefetto Renato Saccone, al quale hanno partecipato Regione Lombardia, Città Metropolitana, Comune di Milano, la presidenza della Conferenza dei Sindaci e l’Ufficio Scolastico Regionale.

Il piano di accoglienza

Il piano per l’accoglienza si articola su due piani: quello della ricognizione delle strutture in grado di fornire ospitalità (comprese quelle utilizzate per la pandemia) e quello dell’applicazione, a livello locale, della cornice di regole entro le quali verrà messo in atto: dalle segnalazioni alla presa in carico.

Contemporaneamente si è tenuto a Roma il Consiglio dei ministri sull’accoglienza dei profughi in arrivo dall’Ucraina e ulteriori istruzioni verranno fornite dal Ministero dell’Interno e diffuse dalla Prefettura alla rete dei sindaci. Già oggi è possibile però strutturare una convenzione tra la Prefettura e i Comuni per l’erogazione dei servizi che normalmente sono offerti nei Centri di accoglienza straordinaria del governo (vitto, alloggio, mediazione culturale, accompagnamento all’assistenza sanitaria).

Milano si prepara ad accogliere i profughi ucraini in fuga dalla guerra - Ansa
Milano si prepara ad accogliere i profughi ucraini in fuga dalla guerra – Ansa

Accoglienza basata sui legami familiari

Impossibile sapere ora quanti saranno i profughi, l’unico dato certo è che la comunità ucraina a Milano conta ottomila persone, 20mila se si conta tutta l’area metropolitana. Un numero molto alto, è la comunità più popolosa d’Italia, che sarà sicuramente una buona base su cui costruire una rete dell’accoglienza basata sui legami familiari. La richiesta maggiore di accoglienza sarà per nuclei familiari e non per persone singole ed è allo studio una forma di sostegno per le famiglie che ospitano.

«Il focus sarà sul tema dei ricongiungimenti, a partire dalle mamme con i figli – ha spiegato Lamberto Bertolè, assessore al Welfare del Comune di Milano –. Tante madri e nonne infatti sono già partite verso i confini con la Romania per prendere i bambini che, quando arriveranno, non andranno semplicemente accolti, ma dovranno essere inseriti in percorsi formativi», ha aggiunto. Ci saranno profughi che verranno di propria iniziativa e altri che arriveranno in base alle le quote stabilite dalla Commissione

Terzo settore milanese. Abbiamo poi una terza questione da affrontare: i bambini seguiti dalle associazioni milanesi che operano in Ucraina. Sono spesso soli, in difficoltà e a volte anche malati che avranno bisogno di essere accolti e seguiti al meglio e il prima possibile», ha aggiunto Bertolè.

«Da quello che ci risulta in primis arriveranno fragili e bambini, e bisogna capire in che condizione», ha aggiunto Beppe Sala. «Non sappiamo ancora quante persone arriveranno ma ci risulta che i primi saranno bambini con grandi disabilità», ha detto.

La Regione Lombardia pronta ad attivarsi per le vaccinazioni

Stesso lavoro di check up per quanto riguarda il sistema sanitario. In questo caso Regione Lombardia ha invitato Ats e ospedali a prepararsi verificando e attivando percorsi specifici e raccordi organizzativi per le vaccinazioni (non solo anticovid, ma tutte) e per l’eventuale invio di pazienti meritevoli di approfondimenti diagnostici.

L’associazione Progetto Arca e la onlus Remar hanno organizzato un convoglio e cinque furgoni sono partiti ieri mattina all’alba diretti a Siret, al confine tra Romania e Ucraina, carichi di materiale umanitario, compresa una cucina mobile, ha detto Alberto Sinigallia, presidente di Arca. Sempre ieri la Triennale Milano ha dichiarato che intende garantire la presenza del Padiglione dell’Ucraina in occasione della 23a Esposizione Internazionale, che aprirà all’inizio dell’estate.

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