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Milano: Teatro alla Scala riapre. Quando? Quale sarà il primo concerto?

La Scala di Milano probabilmente aprirà al pubblico prima del concerto dell’11 maggio dei Wiener Philharmoniker diretti da Riccardo Muti. Si tratta di una data simbolica perché proprio l’11 maggio si tenne il concerto di riapertura del teatro diretto da Arturo Toscanini nel 1946.

Il sovrintendente Dominique Meyer discuterà il da farsi martedì 27 aprile nel suo incontro con i sindacati.
Tuttavia, è possibile che l’apertura sia anticipata all’8 maggio, per un concerto attualmente previsto in streaming, con il maestro Gianandrea Noseda a dirigere orchestra e coro della Scala su musiche di Mozart, Beethoven e Brahms.

Molti tra i lavoratori del teatro non vorrebbero che fosse un’orchestra “ospite” a tenere il primo concerto con gli spettatori in sala.
La difficoltà maggiore in questo caso si riferisce alla presenza sia dell’orchestra che del coro, solitamente disposto nei palchi in cui verrà sistemato il pubblico.

 

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Un’altra ipotesi è che il 30 aprile si apra al pubblico l’ultima registrazione di arie d’opera di Anna Netrebko, in corso in questi giorni, con il direttore musicale Riccardo Chailly sul podio dell’orchestra della Scala.

Ma la decisione sarà presa dopo il vertice.

Resta comunque confermata l’apertura al pubblico dell’11 maggio con il concerto dei Wiener Philharmoniker diretto da Riccardo Muti.

Posti disponibili

Il pubblico sarà limitato a massimo 500 persone e verrà sistemato nei palchi.
Si manterrà, quindi, la pedana costruita durante il lockdown in platea per ospitare l’orchestra.

La Scala si allarga

Non sono queste le unica novità nel giorno in cui si è riunito il Cda del teatro.
La Scala si allarga con la costruzione di un nuovo edificio in via Verdi, di cui oggi si è tenuta la posa della prima pietra.

Un palcoscenico più profondo, fino a 70 metri, con l’ampliamento dell’area di montaggio e smontaggio delle scene, nuove sale prova per l’Orchestra (con nuove soluzioni acustiche) e il Ballo, spazi per uffici amministrativi finora dislocati in sedi esterne, un investimento di 17 milioni di euro.
Il completamento dei lavori è previsto per dicembre 2022.

“Si tratta di un’opera essenziale prevista come complementare al necessario ampliamento della sede storica del Teatro alla Scala già al momento dell’acquisto della palazzina stessa, avvenuto nel 1997”.

La posa della prima pietra con Giuseppe Sala e Dominique Meyer.

In un comunicato della Scala si legge:

 “Il nuovo edificio si inserisce nel solco, dal punto di vista architettonico, del linguaggio dell’architetto ticinese: geometrie precise, alternanza di pieni e vuoti e cura nel rivestimento.

Come per la torre scenica nel 2004, si scaverà 18 metri al di sotto del suolo (gli ultimi metri sono sotto il livello della falda acquifera) e si arriverà all’altezza della torre stessa (circa 36 metri fuori terra).
Complessivamente sono sei piani sotterranei e undici fuori terra.

I piani sotterranei saranno in gran parte occupati da un unico spazio, la sala prove per l’orchestra, con una superficie di circa 310 metri quadri e alta 14 metri”.

Le dimensioni e l’altezza della sala, appositamente concepite dal punto di vista acustico con la consulenza del progettista acustico Yasuhisa Toyota, “consentiranno di avere il miglior risultato musicale per le prove e di poter utilizzare l’ambiente anche come sala d’incisione”.

Inoltre, verranno realizzati una nuova sala prove ballo di circa 150 metri quadrati e nuovi spazi per l’archivio storico documentale, attualmente in un deposito esterno.

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