Il Comune stanzia oltre 4.7 milioni di euro come contributo per chi non riesce a sostenere il pagamento dell’affitto a Milano.
Requisiti per il contributo per l’affitto a Milano
Il Comune di Milano ha messo a disposizione per ciascun richiedente un contributo pari 3mila euro che andrà a coprire massimo otto mensilità dell’affitto. Il contributo per l’affitto sarà versato direttamente al proprietario dell’alloggio entro 30 giorni dal termine della procedura per coprire affitti non versati o ancora da versare.
Uno dei requisiti più importanti è quello di avere la residenza all’interno della regione Lombardia, senza essere proprietario di alcun immobile a livello regionale.
In aggiunta, godranno di questo beneficio tutte quelle persone che hanno un Isee ordinario inferiore o uguale a 26mila euro.
Infine, entrambe le parti (proprietario e inquilino dell’abitazione) dovranno essere in possesso dello Spid, ed essere residenti da almeno sei mesi nell’appartamento per il quale si chiede l’aiuto.

Contributo affitto Milano
Come fare domanda per il contributo sull’affitto a Milano
È stata lanciata una nuova piattaforma dedicata a questo particolare servizio, accessibile dal sito del Comune di Milano o cliccando qui.
Le richieste per fare domanda sono aperte da mercoledì 20 aprile dalle ore 12 e chiuderanno mercoledì 11 maggio alle ore 12.
La domanda deve essere effettuata dal titolare indicato nel contratto di locazione dell’unità immobiliare che deve essere ubicata nel territorio del Comune di Milano.
Con il passare degli anni, attraverso queste misure di sostegno è stata erogata a Milano una cifra pari a 9.912.393 euro. A breve sarà erogata un’altra cifra (pari a 1 milione di euro) per altre 630 posizioni.
Alcune criticità
Secondo il sindacato degli inquilini Sunia, questa misura è sicuramente positiva per coloro che hanno difficoltà, ma emergono comunque delle criticità:
“Un Isee di 26mila euro è davvero basso, rimangono escluse tante famiglie che invece in questo momento di crisi avrebbero bisogno di questo contributo, bastava mettere come tetto almeno 40mila euro, cifra alla quale fanno riferimento anche i bandi dell’housing sociale. In questa misura, inoltre, i termini forse dovrebbero più lunghi perché c’è il rischio che le persone non facciano in tempo ad avere l’Isee, a causa della grande richiesta che c’è al momento agli sportelli. È infatti aperto il bando per le case pubbliche, che richiede anch’esso l’Isee».










