Milano ha nuove pietre d’inciampo per ricordare le vittime dell’Olocausto.
Ecco quali sono i nuovi simboli della memoria della nostra città.
Le nuove pietre d’inciampo a Milano
L’importanza della memoria e l’impegno “per non dimenticare” viene portato avanti giorno dopo giorno dalla città di Milano.
Infatti, è salito a 171 il numero di pietre d’inciampo posate nella nostra metropoli.
Dall’inizio dell’anno, le nuove pietre sono già 26 e ben 13 sono state installate soltanto ieri.
L’obiettivo è quello di ricordare le vittime delle persecuzioni fasciste e naziste ponendo davanti alle rispettive abitazioni questi simboli di memoria.
A chi sono dedicate le nuove pietre d’inciampo
Dietro ogni pietra c’è una vita, una storia che non va dimenticata.
- Ambrogio Campi: In via Atene 3 (Cimiano) è stata posizionata la pietra in ricordo di partigiano ‘Ambro’, ucciso a 42 anni a Ebensee, sotto-campo di Mauthausen.
- Rebecca Bloom e la figlia Enrichetta: In via Vallisneri 2 (Città Studi) si ricordano le due donne arrestate e portate ad Auschwitz, dove morirono.
- Aldo Levi: morto a 22 anni ad Auschwitz. La sua pietra è stata posizionata davanti a via Cambiasi 3 (Casoretto).
- Nissimi Hazan, la moglie Carolina e le due figlie Ginette e Colette: Davanti all’Hotel Diana di viale Piave ci sono le pietre della famiglia arrivata a Milano dalla Bulgaria, arrestata mentre cercava di raggiungere la Svizzera.
- Antonio Piazzolla: commerciante, che viveva in via Vittorio Veneto 4 (Porta Venezia), ucciso a 37 anni.
- Mario Madé: lavoratore della Breda, arrestato per gli scioperi del 1944, morto a Gusen a 25 anni, viveva in via Abbadesse 25 (Isola).
- Luigi Duci: che viveva in via Ornato 55 (Niguarda).
- Lodovico Petit Bon: uno degli organizzatori dello sciopero, che viveva a Milano in via Monte Rotondo 9 (Pratocentenaro), fu ucciso a 44 anni a Mauthausen.
- Ateo Castellani: morto a 30 anni a Flossenburg, anche lui arrestato dopo gli scioperi.
Voi cosa ne pensate delle nuove pietre d’inciampo di Milano?










